Pensieri

"Oh! Fortunato me stesso se posso abbandonarmi e riposare nel tuo Sacro Costato, in quella bella ferita d’amore che emana fiamme di carità ed incendia i cuori ad ogni istante".

"Oh! Cuore Amorosissimo del mio Gesù, per me squarciato dalla lancia di Longino, è proprio quella tua gran ferita di amore che mi accresce la fede, la speranza e mi accende di santa carità. Ed io in essa mi rifugio, in essa mi nascondo e mi inabisso; essa sarà la mia salvezza. Nascosto entro il Cuore tuo, da esso compreso, oh! io non potrò perdermi: io mi salverò: io sarò dolce vittima dell’amore al Sacro Cuore, morrò consumato di amore per esso [...]. Al tuo Cuore ricorro come a sicuro asilo, nel tuo Cuore io mi nascondo; l’esule quivi trova il suo asilo sicuro, quivi il suo dolce nido, il nido d’amore".

"Procurerò comunicare a tutti l’abbondanza dell’amore che Gesù NS ci porta, affinché tutti lo amino e nessuno l’offenda".

"Sono Sacerdote tuo, ma io voglio essere Sacerdote tuo santo che zeli l'amor tuo, la salute delle anime, pecorelle, che Tu mi affiderai".

Don Eustachio Montemurro

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Martedì, 03 Marzo 2020 11:43

Nascita e formazione

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Eustachio nasce a Gravina in Puglia il 1° gennaio 1857 dal notaio Giuseppe Montemurro, di Matera, e da Giulia Barbarossa, di distinta famiglia di Minervino Murge BA. Oltre alle doti intellettuali e morali, per le quali sin da fanciullo si segnalerà, mostra un temperamento vivace, dinamico, intraprendente, volitivo e generoso.

Alla sua educazione contribuiscono i genitori, che in Gravina si distinsero per l'esimia vita di fede e la generosa carità verso i poveri e gl'infermi, e gli zii canonici Federico e Leopoldo Barbarossa. Nella scuola elementare e ginnasiale, da questi zii istituita a Minervino, Eustachio riceve la prima istruzione.

Nel giugno 1867 Eustachio, per epidemia colerica, perde la mamma, la sorella M. Francesca, il fratello Federico Gregorio.
Il trauma della morte di tante persone care, senza ostacolare l'equilibrio del ragazzo, ne acuisce il senso di responsabilità, per cui egli riesce ad attendere allo studio con tali risultati da accedere, non ancora quindicenne, al liceo classico di Matera, distinguendosi per condotta e profitto.

Il triennio materano, 1872-1875, incide ancora positivamente sulla formazione della personalità del giovane studente.

Al liceo "Emanuele Duni" di Matera, oltre ad essere d'aiuto ai fratelli Francesco e Luigi, che lo raggiungono un anno dopo dimorando con lui nel Convitto annesso, Eustachio ha modo di frequentare gli zii paterni, che conducono vita povera. Si rende conto dei disagi in cui si dibattono coloro che pur versando in ristrettezze economiche non tendono la mano e il suo senso innato di giustizia, gli sgombra il cuore da esigenze superflue, colmandolo di sensibilità per il prossimo. Ne esce irrobustito psicologicamente e spiritualmente per affrontare gli studi universitari senza sbandamenti.


Nell'autunno del 1875 Eustachio s'iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Napoli.

Coerente con i saldi principi religiosi e morali trasmessigli dalla famiglia, corroborato dalla grazia, appassionato per gli studi e desideroso di conseguire al più presto il dottorato per non essere di troppo peso al padre, si tiene lontano da ozi pericolosi, dedicandosi allo studio con assiduità e impegno. Perciò consegue, il 23 luglio 1879, il diploma speciale in matematica e scienze naturali e, il 23 agosto 1881, la laurea in medicina e chirurgia.

Subito dopo, la sua formazione si rinsalda con l'esperienza del servizio militare compiuto a Bologna.


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