Pensieri

"Oh! Fortunato me stesso se posso abbandonarmi e riposare nel tuo Sacro Costato, in quella bella ferita d’amore che emana fiamme di carità ed incendia i cuori ad ogni istante".

"Oh! Cuore Amorosissimo del mio Gesù, per me squarciato dalla lancia di Longino, è proprio quella tua gran ferita di amore che mi accresce la fede, la speranza e mi accende di santa carità. Ed io in essa mi rifugio, in essa mi nascondo e mi inabisso; essa sarà la mia salvezza. Nascosto entro il Cuore tuo, da esso compreso, oh! io non potrò perdermi: io mi salverò: io sarò dolce vittima dell’amore al Sacro Cuore, morrò consumato di amore per esso [...]. Al tuo Cuore ricorro come a sicuro asilo, nel tuo Cuore io mi nascondo; l’esule quivi trova il suo asilo sicuro, quivi il suo dolce nido, il nido d’amore".

"Procurerò comunicare a tutti l’abbondanza dell’amore che Gesù NS ci porta, affinché tutti lo amino e nessuno l’offenda".

"Sono Sacerdote tuo, ma io voglio essere Sacerdote tuo santo che zeli l'amor tuo, la salute delle anime, pecorelle, che Tu mi affiderai".

Don Eustachio Montemurro

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Martedì, 03 Marzo 2020 14:09

Catechesi

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Convertimini, convertimini ad Deum!
Madri di famiglia, attente all’educazione delle vostre figlie.
Iddio vuole essere servito con cuore allegro.
Nella solitudine vediamo quello che noi siamo.
… si ponga ogni opera per attirare i giovani ed anche gli adulti dalla via dell’errore.


Come quando Antioco al tempio di Gerusalemme fece togliere l’altare d’oro e il candeliere d’oro, così il demonio toglie l’altare, ossia il fervore, e toglie il candeliere, ossia il lume per comprendere le massime eterne. Non può togliere il lume della fede ma toglie quello della considerazione, perché l’uomo non rifletta come dice S.Matteo: Et videntes non videant et audientes non audiant neque intelligant (Mt 13,13). Se si riflettesse che la vita è breve, la morte certa, tutto il mondo una vanità e che l’unica cosa necessaria è la salvezza dell’anima, che ci troviamo innanzi a due eternità, una felice, l’altra infelice, tutti si farebbero santi. Eppure non vi si pensa (1).

Faciamus hominem ad immaginem et similitudinem nostram (Gen. 1,26). Oh, sublimi parole uscite dalla bocca santissima di un Dio, le cui parole sono creatrici! Tu Signore non le pronunziasti quando creasti gli stessi Angeli, spiriti eletti, che di loro armonie riempiono gli spazi e che sono divisi in elette schiere! Ah, Tu le hai pronunziate quando davi l’essere a questa creatura gemma preziosissima, uscita dalle mani di Dio, l’anima nostra. Oh! chi può dirne il valore? Essa è uscita dalle mani di un Dio, soffio del soffio divino; il demonio adopera tanti artifizi per guadagnarla. L’uomo dovrebbe gelosamente custodirla e non la ama e la baratta per un nonnulla. Chi pensa a salvarsi l’anima! Eppure non vi è negozio più importante di questo; per essa il Nazareno d’amore lascia i Cieli e veste carne umana, tra disagi e travagli predica l’evangelica dottrina, soffre obbrobri e contumelie, sale l’erta del Golgota e versa il suo sangue fino all’ultima stilla (2).

Ascolta la parola del Signore: Convertimini, convertimini ad Deum! …scindite corda vestra. Oh! battiti il petto, scinditi il cuore, chiedi perdono al Signore per le tue colpe, mortifica la tua carne per suo amore! Prometti al Signore di amarlo e servirlo d’ora innanzi con semplicità di cuore e con più sincero affetto, e implora la sua misericordia anzitutto il perdono e poi la grazia e poi una santa benedizione. Se non te ne senti il cuore, se ti manca il coraggio, oh, ricorri alla gran Madre d’amore, Maria SS.ma, ed implora il suo aiuto! (3).

Il peccato di scandalo è la più grande iniquità; esso è la fucina d’infinito numero di altre colpe e trascina moltissime anime all’inferno. Lo scandalizzatore delle anime è il cooperatore di satana in terra, anzi è un demonio in carne.
Voi, demagoghi, che vi atteggiate a maestri di dottrine insane, diaboliche, voi siete causa di tutte le colpe che, in conseguenza delle vostre pessime massime, tutti i vostri ascoltatori e proseliti commetteranno.
Madri di famiglia, attente all’educazione delle vostre figlie. Oh, non date mai loro il benché minimo scandalo. Non pronunziate mai in loro presenza la benché minima parola licenziosa; e non basta, non mettete le vostre figlie in occasioni di scandalizzarsi altrove. Se sapeste che per istrada, che in qualche casa possano soffrire scandalo, oh! attente, non le mandate; tenetele ben riparate, perché degli scandali che subiranno renderete voi conto innanzi alla divina Giustizia (4).

Non c’è colpa che tanto spiace a Dio quanto il rispetto umano; vergognarsi di confessarsi Cristiani innanzi agli uomini, vergognarsi di entrare nel Tempio santo di Dio, nella Chiesa di Gesù Cristo, vergognarsi di frequentare i Sacramenti santi, di assistere al Santo Sacrificio della Messa, di ascoltare la divina Parola. Oh! la vostra non è fede; è ombra, è larva di fede; voi siete cristiani sol di nome, perché siete registrati negli archivi della Chiesa (5).

Iddio vuole essere servito con cuore allegro, con faccia lieta, con tranquillità d’animo, Egli è il nostro buon Signore. In ogni atto di ubbidienza correte liete ad eseguire ciò che vi s’impone, date gloria al Signore, recitategli, per dimostrargli il vostro animo contento e lieto, un Salmo di gioia, di lode! E gran merito acquisterete e una bella corona di gemme in Paradiso (6).

Il Signore ci conduce nella solitudine per parlarci, perché tra i rumori del mondo non possiamo ascoltare la sua voce. Ed ogni anima che ama Dio dovrebbe essere avida, ogni tanto, di mettersi in ritiro per ascoltare la sua voce, la dolcissima voce di Gesù. Nella solitudine vediamo quello che noi siamo, quello che costiamo a Dio; nella solitudine vediamo i grandi benefici e grazie che Dio ci ha fatti e le grandi nostre incorrispondenze (7).

Sulla cima del Golgota, in mezzo a due assassini, pende dalla Croce il Figliuolo di Dio. Muta e dal dolore conquisa, Maria, la povera Madre ha il cuore passato da acutissima spada. E il Nazareno, rivolto alla Madre e al Discepolo diletto: «Donna - dice – ecco il tuo figliuolo. Figlio, ecco la Madre tua». E Maria è costituita da quell’istante Madre delle creature tutte. Ed è questa la seconda annunciazione. Gabriele Arcangelo, celeste messaggero, le annunziò che era destinata ad essere Madre del Verbo, ma il Verbo stesso, il Figliuolo, tra le agonie e gli strazi del Calvario, le annunzia che Ella è anche la Madre nostra (8).

L’ignoranza dell’istruzione Catechistica nelle masse, la poca diligenza nell’adempimento del ministero sacerdotale soprattutto parrocchiale contribuiscono assai assai alla propagazione degli errori contro la fede, occorre che le masse siano istruite nella Dottrina Cattolica, che i fanciulli anzitutto bevano largamente alle fonti della santa dottrina, che si ponga ogni opera per attirare i giovani ed anche gli adulti dalla via dell’errore (9).


(1) EM, Predicazione, pp.93-94
(2) Ivi, p.94-95
(3) Ivi, p.97
(4) Ivi, p.100-101
(5) Ibid, p.103-104
(6) Ibid, p.138
(7) Ibid, p.142
(8) EM, Predicazione, p. 68
(9) EM, Epist. II, p. 409

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