Pensieri

"Oh! Fortunato me stesso se posso abbandonarmi e riposare nel tuo Sacro Costato, in quella bella ferita d’amore che emana fiamme di carità ed incendia i cuori ad ogni istante".

"Oh! Cuore Amorosissimo del mio Gesù, per me squarciato dalla lancia di Longino, è proprio quella tua gran ferita di amore che mi accresce la fede, la speranza e mi accende di santa carità. Ed io in essa mi rifugio, in essa mi nascondo e mi inabisso; essa sarà la mia salvezza. Nascosto entro il Cuore tuo, da esso compreso, oh! io non potrò perdermi: io mi salverò: io sarò dolce vittima dell’amore al Sacro Cuore, morrò consumato di amore per esso [...]. Al tuo Cuore ricorro come a sicuro asilo, nel tuo Cuore io mi nascondo; l’esule quivi trova il suo asilo sicuro, quivi il suo dolce nido, il nido d’amore".

"Procurerò comunicare a tutti l’abbondanza dell’amore che Gesù NS ci porta, affinché tutti lo amino e nessuno l’offenda".

"Sono Sacerdote tuo, ma io voglio essere Sacerdote tuo santo che zeli l'amor tuo, la salute delle anime, pecorelle, che Tu mi affiderai".

Don Eustachio Montemurro

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Martedì, 03 Marzo 2020 08:21

Carisma e Spiritualità

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Don Eustachio Montemurro, per impulso dello Spirito Santo, sin dall’inizio della sua vita sacerdotale, rivolse lo sguardo della sua anima al Costato di Gesù trafitto, da cui vide fluire sangue ed acqua e irradiarsi fiamme di carità e di amore verso tutti gli uomini.
Mosso dallo stesso divino impulso, egli sentì di dover testimoniare nella Chiesa la carità e l’amore del Redentore, dando vita a questa Congregazione che volle dedicata al Sacro Costato di Gesù e alla Vergine Addolorata, la Madre che don Eustachio contempla sul Calvario, strettamente associata all’opera redentrice del Figlio.
Lo scopo precipuo da lui assegnato alla Congregazione è di accogliere in essa persone che, mosse dalla grazia dello Spirito Santo, si sentano disposte a seguire Cristo, offrendosi con Lui al Padre, in espiazione dei peccati di tutti gli uomini, specialmente di quelli commessi dalle persone a Dio consacrate.
Animate dal medesimo spirito del Fondatore, le missionarie del Sacro Costato contemplano incessantemente quella divina ferita, rivelatrice del mistero insondabile dell’amore divino e umano di Cristo, del Padre e dello Spirito Santo verso tutti gli uomini e, mentre imparano che non c’è amore più grande di chi dona la vita per i propri amici, si sentono spinte a ricambiare tanto amore, riversandolo sui fratelli, perché tutti lo amino e nessuno lo offenda. Perciò lo spirito di amore e di riparazione anima la loro vita e la loro azione apostolica nella Chiesa.
In questo esercizio di contemplazione assidua del mistero della salvezza, ogni suora, sotto la mozione dello Spirito Santo e in conformità all’insegnamento del Fondatore, ha come modello a cui ispirarsi la Vergine Addolorata che, ai piedi della croce, “fu strettamente unita alle intenzioni di Gesù, nell’adempimento fedele della volontà divina”.
La spiritualità ignaziana, che la Congregazione ha fatto sua sin dalle origini, aiuta a mantenere vivo il carisma del Sacro Costato e favorisce la conservazione e lo sviluppo dell’Istituto nella Chiesa. A questa conservazione e sviluppo ha dato un efficace contributo la fedeltà e lo zelo di Madre Teresa Quaranta nei suoi 35 anni di generalato.

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