Pensieri

"Oh! Fortunato me stesso se posso abbandonarmi e riposare nel tuo Sacro Costato, in quella bella ferita d’amore che emana fiamme di carità ed incendia i cuori ad ogni istante".

"Oh! Cuore Amorosissimo del mio Gesù, per me squarciato dalla lancia di Longino, è proprio quella tua gran ferita di amore che mi accresce la fede, la speranza e mi accende di santa carità. Ed io in essa mi rifugio, in essa mi nascondo e mi inabisso; essa sarà la mia salvezza. Nascosto entro il Cuore tuo, da esso compreso, oh! io non potrò perdermi: io mi salverò: io sarò dolce vittima dell’amore al Sacro Cuore, morrò consumato di amore per esso [...]. Al tuo Cuore ricorro come a sicuro asilo, nel tuo Cuore io mi nascondo; l’esule quivi trova il suo asilo sicuro, quivi il suo dolce nido, il nido d’amore".

"Procurerò comunicare a tutti l’abbondanza dell’amore che Gesù NS ci porta, affinché tutti lo amino e nessuno l’offenda".

"Sono Sacerdote tuo, ma io voglio essere Sacerdote tuo santo che zeli l'amor tuo, la salute delle anime, pecorelle, che Tu mi affiderai".

Don Eustachio Montemurro

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Martedì, 03 Marzo 2020 14:25

Verso gli altari

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Il 2 gennaio 1923 a Pompei spirava il Servo di Dio Eustachio Montemurro in grande fama di santità.
Molti fedeli accorsero per dare al «sacerdote santo» l’ultimo saluto e raccomandarsi alla sua intercessione presso Dio.
A un mese dal suo transito, il beato Bartolo Longo, suo penitente, invitò Sr Maria d’Ippolito, Superiora generale delle Figlie del Sacro Costato, a raccogliere notizie da persone che lo avevano conosciuto da vicino e ne avevano potuto notare le virtù.
Con lo scorrere degli anni andò crescendo la richiesta, da parte di prelati, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, di introdurre la Causa di Canonizzazione di Eustachio Montemurro, medico, promotore sociale, sacerdote e fondatore di Congregazioni religiose.
Il 14 marzo 1981, madre Letizia Morena, Superiora generale delle Missionarie del Sacro Costato, per avviare i preliminari per l’introduzione della Causa, consultò mons. Salvatore Isgrò, Vescovo di Gravina in Puglia, ove il Servo di Dio ebbe i natali, e l’arcivescovo Domenico Vacchiano, Prelato di Pompei, ove egli morì.

Ricevuto il parere favorevole dei due Ordinari, madre Morena chiese al Preposito generale della Compagnia di Gesù, p. Peter Hans Kolvenbach, la collaborazione del p. Alfredo Marranzini, ordinario di dogmatica alla Sezione “S. Luigi” della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.
Tra il 1983 e il 1991 p. Alfredo Marranzini S.J. e suor Delia Trianni M.S.C., pubblicarono in edizione critica gli scritti del Servo di Dio, quelli a lui indirizzati e quelli riguardanti lui e i suoi Istituti. Dall’insieme Montemurro emerse modello di laico impegnato nel sociale, sacerdote dedito indefessamente al ministero pastorale, promotore della vita comune del clero, instancabile ministro del sacramento della riconciliazione, testimone insigne del Vangelo.
Portati a termine la ricerca e lo studio della documentazione, la Superiora generale, madre Pierfranca Crobe, col consenso unanime del suo Consiglio, il 9 novembre 1987 nominò p. A. Marranzini postulatore della Causa del Servo di Dio.

Questi, a sua volta, col consenso della superiora generale, nominò Suor Delia Trianni sua vice-postulatrice.

Questi, accertata la rilevanza della Causa, il 2 gennaio 1991 presentò al Prelato di Pompei, mons. Francesco Saverio Toppi, O.F.Cap., il supplice libello per aprire l’Inchiesta diocesana.
Mons. Toppi accettò il libello e, non avendo nella Prelatura sacerdoti per erigere il Tribunale, l’11 gennaio 1991 chiese all’arcivescovo di Napoli, card. Michele Giordano, di poter deferire l’Inchiesta al Tribunale Ecclesiastico Regionale Campano.
Il card. Giordano accolse la richiesta di mons. Toppi e gliene diede conferma il 29 gennaio 1991, informandolo di aver già dato al suo delegato, d. Nunzio d’Elia, il mandato a procedere.
Il 14 febbraio 1992 la Congregazione per le Cause dei Santi riconobbe la competentia fori del Tribunale Campano e il 10 agosto successivo diede il nulla osta per l’apertura dell’Inchiesta.

Il 21 novembre 1992 nel Duomo di Napoli, l’eminentissimo Porporato tenne la prima sessione pubblica dell’Inchiesta sulla vita e le virtù del Servo di Dio. Il 23 giugno 1995 chiuse l’Inchiesta e, tramite il postulatore, rimise gli Atti alla Congregazione per le Cause dei Santi.
Il 9 marzo 1996 il pro-prefetto, arciv. Alberto Bovone, promulgò il Decreto di validità dell’Inchiesta diocesana principale e suppletiva, fatta presso la Curia Ecclesiastica di Napoli.
Il 29 dello stesso mese il Congresso nominò il p. Hieronim Fokcinski, S.J., relatore della Causa napoletana del Servo di Dio Eustachio Montemurro.
Il 31 Ottobre 2002 fu dal postulatore consegnata la Positio al protocollo della Congregazione delle Cause dei Santi.
Il 2 dicembre 2004 vengono presentati alla Congregazione dei Santi gli Atti dell’Inchiesta sul miracolo.
Il 30 novembre 2004 presso il Tribunale per le Cause dei Santi del Vicariato di Roma, si chiude l’Inchiesta sulla presunta guarigione miracolosa attribuita all’intercessione del servo di Dio.
Sua Eminenza il card. Giuseppe Saraiva, nomina Michele Di Ruberto, Relatore del processo sul presunto Miracolo, attribuito all’intercessione dei Servo di Dio.

"Speriamo e preghiamo che, se così piace al Signore, il suo Servo sia glorificato non solo con gli Angeli e i santi, ma anche davanti agli uomini sulla terra". (card. Ugo Poletti)


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