Pensieri

"Oh! Fortunato me stesso se posso abbandonarmi e riposare nel tuo Sacro Costato, in quella bella ferita d’amore che emana fiamme di carità ed incendia i cuori ad ogni istante".

"Oh! Cuore Amorosissimo del mio Gesù, per me squarciato dalla lancia di Longino, è proprio quella tua gran ferita di amore che mi accresce la fede, la speranza e mi accende di santa carità. Ed io in essa mi rifugio, in essa mi nascondo e mi inabisso; essa sarà la mia salvezza. Nascosto entro il Cuore tuo, da esso compreso, oh! io non potrò perdermi: io mi salverò: io sarò dolce vittima dell’amore al Sacro Cuore, morrò consumato di amore per esso [...]. Al tuo Cuore ricorro come a sicuro asilo, nel tuo Cuore io mi nascondo; l’esule quivi trova il suo asilo sicuro, quivi il suo dolce nido, il nido d’amore".

"Procurerò comunicare a tutti l’abbondanza dell’amore che Gesù NS ci porta, affinché tutti lo amino e nessuno l’offenda".

"Sono Sacerdote tuo, ma io voglio essere Sacerdote tuo santo che zeli l'amor tuo, la salute delle anime, pecorelle, che Tu mi affiderai".

Don Eustachio Montemurro

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Martedì, 03 Marzo 2020 14:20

Amore riparatore

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Se gli uomini sono bruciati dall’amore di Dio, essendo nell’amore uniti a Dio e quasi colmi del suo Spirito, pensano a Dio, parlano di Dio: Dio nelle menti, Dio nei cuori, Dio in tutti gli atti della vita (1).

Sacratissimo Cuore del mio divino Amore, che io propaghi la tua gloria, che io ti faccia conoscere alle genti, che io mi dedichi tutto al tuo divin culto e sia uno degli zelatori più forti del Sacro Cuore (2).

Il Signore che ha fatto tutto per amore come ha fatto tutto con sapienza, richiede amore, perché se ama, vuol essere amato (3).

Confesso di essere colpevole più della Maddalena, ma imploro da Te e da lei la fede che ella ebbe in Te. Che bagni anch'io di lacrime i tuoi piedi, che mi nasconda nella ferita del tuo Sacro Costato, mio divino Amore. Da quella ferita Tu spargi fiamme di amore; incendiami, salvami, divin Cuore (4).

Tu perdonasti a Maddalena, perdonasti ad Agostino... perdonerai anche a me? Ah! sì, me ne affidano le dolorose tue piaghe che mandano fiamme di amore, me ne affida il tuo Preziosissimo Sangue che anche per me effondesti, me ne affida la ferita del tuo Sacratissimo Cuore che fu aperto, perché io mi fossi in essa rifugiato e avessi quivi trovato asilo, pace e riposo (5).

Gl’Istituti dei Piccoli Fratelli e delle Sorelle del Sacro Costato emanano dal fianco di Gesù Cristo, dal costato che, trafitto dalla lancia del soldato, è una ferita d’amore e carità grande, è origine di tutte le grazie, è fonte dei sacramenti del Nuovo testamento, fonte di luce, fonte di amore, fonte di ardente carità (6).

Fondamento dei Piccoli Fratelli e delle Suore del Sacro Costato sarà l’umiltà, copertura la povertà e cemento la carità. E queste due caratteristiche non possono sussistere senza il sacrificio della volontà e perciò senza l’obbedienza. Tre, dunque, sono le caratteristiche ma queste tre sono soggette all’obbedienza e al sacrificio della volontà. Così le Congregazioni renderanno gloria a Dio e cureranno la salvezza delle anime e i suoi membri saranno santi e compiranno opere mirabili (7).

Signore, le anime non ti amano, perché non ti conoscono. Che io sia uno dei fortunati che da te irraggiato possa farti conoscere alle genti, mostrarti come sei bello, farti conoscere come sei generoso e misericordioso e come ami le anime, perché così esse, pecorelle smarrite possano a te ritornare (8).

Sul focolaio dell'amore tuo io offro in olocausto il mio cuore con tutte le sue angosce, i suoi spasimi; la vita tutta io la do a Te. Tutto sopporterò per amor tuo (9).

Si, io ti seguo, Diletto, ti seguo; voglio da tutto e da tutti distaccarmi, perché il mio cuore deve essere tuo, tutto tuo; nessun angolo, anche minimo, deve essere riservato per altri; devi occuparlo tutto Tu (10).

Che l'amore per Te in me cresca sempre più; a Te chiedo in grazia, mio Diletto, il tuo amore. Non temo, no, le ansie, i dubbi, le contraddizioni, le tenebre, se, attraverso esse, vedo Te e cresce sempre più in me la brama di amarti (11).

È tanto bello amarti, che l'anima non dovrebbe desiderare che amare Te, mio Diletto, servire unicamente Te, specie quando Tu la illumini facendole vedere le vie per le quali si può più facilmente giungere a Te (12).

Tristissimi sono i tempi presenti, molto molto tristi. Dio si è allontanato dalle famiglie, dalle scuole, dalle officine e con potenza è entrato satana e perciò la bestemmia, lo scandalo, la corruzione, la dissoluzione. Vogliamo che queste enormità cessino, che la società respiri un’altra aria più pura, agitata dal soffio Divino? Oh, offriamo a Dio i nostri cuori in espiazione delle colpe di tanti che l’offendono ad ogni istante (13).

Facciamoci apostoli e ferventi apostoli del Dio d’amore e, se la bufera dell’incredulità spira, se il soffio della corruzione appesta, oh presto, presto, colla Croce sul petto corriamo al salvataggio. Estinguiamo la sete del Nazareno presentandogli il maggior numero di pecorelle smarrite che noi cercheremo ricondurre al suo ovile (14).

Nazareno di amore, tu spargesti il Sangue tuo per l’umano riscatto, ed ecco che i figli tuoi non ti riconoscono, si vergognano di Te. Tu sei il Nazareno d’amore. Tu parlerai alla loro anima, Tu inonderai la loro mente di raggiante luce, Tu infiammerai i loro cuori di celeste amore e poi dirai loro: Se avete coraggio lasciatemi! (15).

Figlie Dilette del Sacro Costato di Gesù, amatevi l’una l’altra, compatitevi l’una l’altra e sarete accettissime a quel Cuore Divino così crudelmente lacerato dalle nostre incorrispondenze alle tenerezze del Suo Amore (16).


(1) EM, Epist., II, 621
(2) EM, Diario spir. 1904-5, 2° ed. p.304
(3) EM, Epist., II, p. 623
(4) EM, Diario spir., 1904-5, 2° ed. p.304
(5) Ivi, p. 280
(6) EM, Diario spir. 1908-1912, 27.04.1910
(7) Ivi, 22.12.1910
(8) EM, Diario spir., 1904-5, 2° ed. pp. 270-271
(9) Ivi, p. 264
(10) Ivi, p. 246
(11) Ivi, p. 87
(12) Ivi, p. 93
(13) EM, Predicazione, p. 121
(14) Ivi, pp. 44-45
(15) Ivi, p. 106
(16) EM, Epist., II, p. 522

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