Pensieri

"Oh! Fortunato me stesso se posso abbandonarmi e riposare nel tuo Sacro Costato, in quella bella ferita d’amore che emana fiamme di carità ed incendia i cuori ad ogni istante".

"Oh! Cuore Amorosissimo del mio Gesù, per me squarciato dalla lancia di Longino, è proprio quella tua gran ferita di amore che mi accresce la fede, la speranza e mi accende di santa carità. Ed io in essa mi rifugio, in essa mi nascondo e mi inabisso; essa sarà la mia salvezza. Nascosto entro il Cuore tuo, da esso compreso, oh! io non potrò perdermi: io mi salverò: io sarò dolce vittima dell’amore al Sacro Cuore, morrò consumato di amore per esso [...]. Al tuo Cuore ricorro come a sicuro asilo, nel tuo Cuore io mi nascondo; l’esule quivi trova il suo asilo sicuro, quivi il suo dolce nido, il nido d’amore".

"Procurerò comunicare a tutti l’abbondanza dell’amore che Gesù NS ci porta, affinché tutti lo amino e nessuno l’offenda".

"Sono Sacerdote tuo, ma io voglio essere Sacerdote tuo santo che zeli l'amor tuo, la salute delle anime, pecorelle, che Tu mi affiderai".

Don Eustachio Montemurro

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Sabato, 22 Giugno 2019 18:13

Il sigillo della croce

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Mentre il nucleo iniziale dei due Istituti dà segni di consolidamento e sviluppo, alcuni del clero gravinese, nutrono riserve su di essi e prevengono negativamente il vescovo Zimarino. Questi, dopo una sommaria investigazione, prende drastici provvedimenti a loro riguardo e provoca un Decreto della S. Sede (2 febbraio 1911) che ordina la chiusura delle case.

I vescovi Del Sordo di Venosa, Staiti di Andria, Carrano di Trani e Bisceglie, nelle cui diocesi erano presenti gli Istituti del Montemurro, dal canto loro, si adoperano per conservare nelle loro diocesi la presenza delle due Istituzioni che tanto bene compiono a servizio del prossimo. Mons. Monterisi, rivolgendosi al Papa Pio X, ottiene di mantenere aperta a Potenza la casa delle Figlie del Sacro Costato.

La tenera pianticella, sbattuta dalla tempesta, 
non cessa di vivere

Il Fondatore, privato della direzione dei due Istituti, d’intesa con i vescovi interessati, li affida al canonico Di Francia, il quale nei primi di agosto 1911 ne assume la direzione e accoglie temporaneamente a Trani nella casa delle Figlie del Divino Zelo le Figlie del Sacro Costato delle case di Gravina. Lascia le altre nelle loro tre differenti comunità e le costituisce in provincia autonoma con a capo Sr Maria D’Ippolito, da lui nominata Superiora provinciale, dipendente direttamente da lui. Analogamente i nove Piccoli Fratelli, giovinetti dai 14 ai 20 anni vengono da lui ospitati nello studentato di Oria.
Nella festa dell’Immacolata Concezione del 1911, a Spinazzola ha luogo la vestizione religiosa di quattro Figlie del Sacro Costato.
Il canonico Di Francia, che doveva presiedere il rito, riceve un telegramma, col quale Pio X imparte l’apostolica benedizione alle giovani che prendono l’abito religioso delle Figlie del Sacro Costato. Il canonico considera il gesto del Papa un segno perché l’Istituto prosegua nel suo cammino, con titolo, fine e governo proprio.

Egli, chiesto il parere di tutte le suore convenute alla cerimonia, nomina Sr Maria d’Ippolito loro Superiora Generale.

Ai primi di gennaio del 1912 Sr Maria apre la casa di Marsico Nuovo, sotto la giurisdizione di mons. Monterisi come sede della Generale, del probandato e del noviziato.

Tutto sembra prosperare. L’apostolato che si compie dà frutti di bene specie a Spinazzola ove Mons. Del Sordo riscontra un “risveglio della fede e della pietà in quella popolazione da tanto tempo abbandonata a se stessa”.
In autunno, avuto il consenso del Montemurro, Annibale M. Di Francia ammette nella Sua Congregazione dei Rogazionisti del Cuore di Gesù, i giovanetti Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento, già accolti come ospiti nel suo studentato di Oria. 
Il 1° novembre quattro di essi fanno la vestizione con l’abito rogazionista e cambiano nome.

Il 17 febbraio 1913 muore Mons Ignazio Monterisi che con amore di padre aveva incoraggiato Montemurro a portare avanti le opere intraprese.

Nel gennaio 1914 don Eustachio e don Saverio, per intervento del Santo Padre Pio X, ottengono il permesso dal vescovo Zimarino di trasferirsi a Pompei. 
Qui, don Eustachio e don Saverio confortati dall’amicizia del beato Bartolo Longo e del card. Augusto Silj, si dedicano ad un intenso e fecondo apostolato per tutta la valle di Pompei, specialmente nel Santuario, ove attendono al ministero della Riconciliazione nelle ore più scomode della giornata
Il Montemurro era giunto a Pompei con la speranza di ripristinare la Congregazione maschile, ma i tempi non erano maturi per l’attuazione del suo progetto.

Il 27 agosto 1913 mons. R. A. Razzoli, ofm, già custode di Terra Santa, è nominato vescovo di Marsico Nuovo e Potenza. Egli prende possesso delle Diocesi unite il 21.4.1914.
Pur prevenuto sul conto di Montemurro e dei suoi Istituti, praticando da vicino le Figlie del Sacro Costato, sembra benevolo verso di loro e disposto a prendersene cura, però egli vuole “accomodare” il loro regolamento. Richiede, pertanto, la loro docilità. Di ciò ne scrive al Di Francia.
Questi, ritenendo positiva l’occasione per riavvicinare il Fondatore alle Figlie del Sacro Costato, chiede al presule che tale revisione venga fatta con l’apporto del Fondatore.

Nei primi di gennaio 1915 Montemurro si reca a Potenza con la lettera del Di Francia del 29.12.1914 e gli chiede di visitare, quale suo delegato, le case delle Figlie del Sacro Costato. Il presule categoricamente non glielo permette e don Eustachio, con grande pena nel cuore, senza porre difficoltà alcuna, parte da Potenza.
Intanto Mons. Razzoli, prese le distanze dal Di Francia, s’interessa direttamente delle suore, ingerendosi anche nella vita interna dell’Istituto.

Nel 1917 egli manifesta alla Generale D’Ippolito il suo pensiero di dare all’Istituto nuovo nome, abito e regola. 
Le comunità di Spinazzola, Minervino e Genzano unanimemente dichiarano di voler rimanere Figlie del Sacro Costato come erano nate.

A partire dal 1918, per contrasti interni e divergenze tra il Di Francia e mons. Razzoli, vescovo di Potenza e Marsico Nuovo, da cui dipende la casa generalizia, si profila una scissione tra le Figlie del Sacro Costato.

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