Pensieri

"Oh! Fortunato me stesso se posso abbandonarmi e riposare nel tuo Sacro Costato, in quella bella ferita d’amore che emana fiamme di carità ed incendia i cuori ad ogni istante".

"Oh! Cuore Amorosissimo del mio Gesù, per me squarciato dalla lancia di Longino, è proprio quella tua gran ferita di amore che mi accresce la fede, la speranza e mi accende di santa carità. Ed io in essa mi rifugio, in essa mi nascondo e mi inabisso; essa sarà la mia salvezza. Nascosto entro il Cuore tuo, da esso compreso, oh! io non potrò perdermi: io mi salverò: io sarò dolce vittima dell’amore al Sacro Cuore, morrò consumato di amore per esso [...]. Al tuo Cuore ricorro come a sicuro asilo, nel tuo Cuore io mi nascondo; l’esule quivi trova il suo asilo sicuro, quivi il suo dolce nido, il nido d’amore".

"Procurerò comunicare a tutti l’abbondanza dell’amore che Gesù NS ci porta, affinché tutti lo amino e nessuno l’offenda".

"Sono Sacerdote tuo, ma io voglio essere Sacerdote tuo santo che zeli l'amor tuo, la salute delle anime, pecorelle, che Tu mi affiderai".

Don Eustachio Montemurro

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vendredi, 15 mai 2020 18:05

POMPEI

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CASA “PADRE E. MONTEMURRO”
Via Parrocchia, 32
80045 Pompei NA
Tel./ Fax 081 - 8507582
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POMPEI

Il 16 novembre 1914 la S. Sede acquistò questa casa in via Parrocchia, composta da quattro vani a pianterreno, quattro al primo piano con due stanzini e due terrazze, un piccolo appezzamento di terreno con aia, forno, cucinetta, cisterna e altri accessori, e la mise a disposizione di padre Eustachio Montemurro e di padre Saverio Valerio che, fino ad allora, avevano alloggiato nella canonica della Chiesa del SS.mo Redentore.

In questa casa P. Eustachio avrebbe voluto ripristinare l’Opera dei Piccoli Fratelli del SS.mo Sacramento, ma non ne ebbe il tempo. I due Padri erano molto impegnati nelle Confessioni in Santuario e nel visitare i villaggi vicini  molto poveri e bisognosi anche di assistenza spirituale. Ammalatosi di polmonite, il 2 gennaio 1923, mentre la campana del Santuario dava i rintocchi dell’Angelus mattutino, padre Eustachio, assistito dal fedele padre Saverio, fissando l’effige della Madonna della Neve, rese lo spirito.

Attualmente la casa, in parte per lascito, in parte per compravendita, appartiene alla Congregazione delle Suore Missionarie del Sacro Costato e di Maria SS.ma Addolorata, che hanno adattato alcuni vani ad abitazione della piccola comunità e gli altri a sale di esposizione dei ricordi del Fondatore, di P. Saverio e delle prime Suore della Congregazione.

La casa è oggetto di pellegrinaggi di numerosi fedeli che sostano in preghiera nella Cappella ove venne esposta la salma del P. Fondatore, e visitano devotamente gli ambienti abitati dai due santi padri e gli oggetti esposti, appartenenti a loro.



 

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